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Insieme a te costruiamo fiducia
Quando abbiamo conosciuto Ivana, l’inverno scorso, dormiva in strada con suo padre. Non aveva un posto sicuro dove passare la notte. Non sempre aveva da mangiare. Non aveva vestiti adeguati e nemmeno la possibilità di lavarsi. Aveva diciott’anni. Ed era molto arrabbiata. Anzi, arrabbiatissima: con la vita, con gli adulti, con tutto il mondo. Non voleva parlare con nessuno. Era disperata e rifiutava ogni tentativo di aiuto.
Seba ha 60 anni e vive in strada da molti anni. Le sue condizioni di salute si stanno aggravando. Non ha la residenza, non possiede una tessera sanitaria e non può accedere alle cure mediche di cui ha bisogno. Viene alla Casa della Carità per mangiare, per lavarsi e per chiedere qualcosa da indossare, ma l’ultimo inverno è stato particolarmente duro e un giorno ci ha confidato di non essere sicuro di riuscire ad affrontarne un altro.
Da qualche mese Gurnam frequenta la Casa della Carità. È di origini indiane, ma vive in Italia da molti anni: ha lavorato e vissuto in Sicilia, poi si è trasferito al Nord nella speranza di riavvicinarsi a un familiare che però non si è rivelato un punto di riferimento. Con il tempo sono arrivate la solitudine, i problemi legati all’alcol e i primi segnali di decadimento cognitivo. Oggi ha bisogno di essere accompagnato e sostenuto nelle attività più semplici della vita quotidiana.
Qualche settimana Laura è venuta a chiedere aiuto. Ha tre bambini piccoli, un marito disoccupato e la difficoltà di riuscire a garantire ogni giorno un pasto a tutta la famiglia. Ci ha chiesto di poter accedere alla mensa insieme ai suoi figli… ma il nostro è un servizio per adulti in grave condizione di marginalità e l’accesso ai minori non è previsto.
Pasquale ha litigato con i suoi figli e da molti anni non si parlano più. Questa situazione lo addolora moltissimo e vorrebbe provare a ricucire i rapporti.
L’educatrice e gli operatori hanno costruito con ognuno di loro una relazione di fiducia. Hanno ascoltato, orientato, incoraggiato. Hanno aiutato a comprendere i propri diritti, a recuperare documenti, a entrare in contatto con i servizi del territorio, a cercare le modalità per affrontare le difficoltà, a ritrovare fiducia nelle proprie possibilità.
E così…
Ivana ha ripreso in mano i suoi progetti. Oggi ha terminato la scuola, è stata promossa, ha una casa in cui vivere e guarda al futuro con maggiore serenità.
Seba oggi ha un medico di base, l’esenzione a cui ha diritto, le impegnative per effettuare gli esami necessari e a breve entrerà in dormitorio, dove potrà affrontare il prossimo inverno in sicurezza.
La famiglia di Laura ha una tessera Caritas per accedere all’Emporio della Solidarietà, dove può fare la spesa ogni settimana e preparare i pasti per tutta la famiglia. Il marito è stato indirizzato al Centro per l’impiego per la ricerca di un lavoro, ma nel frattempo grazie agli aiuti il nucleo familiare ha cibo e vestiti e riesce a sostenere le spese delle utenze domestiche.
Gurnam sta affrontando un percorso di presa in carico che gli permette di non essere più solo. È un cammino lento, fatto di piccoli passi, ma ogni passo è importante quando si rischia di perdere completamente i propri punti di riferimento.
Pasquale ha scritto una lettera commovente ai propri figli. Sta aspettando che loro rispondano e spera che si possano riabbracciare al più presto.
Queste storie ci ricordano che un pasto caldo, una doccia o un cambio di vestiti sono fondamentali quando non si ha nulla. Ma spesso ciò che cambia davvero una vita è avere qualcuno che ti resta accanto abbastanza a lungo da aiutarti a ritrovare fiducia e speranza.
Per questo nella nostra équipe c’è un’educatrice che ogni giorno incontra, ascolta, sostiene e accompagna persone come Ivana, Seba, Gurnam, Pasquale e Laura. Un lavoro preziosissimo che richiede una presenza costante nel tempo, per assicurarci il quale abbiamo bisogno di tanto aiuto.
Oggi ti chiediamo di aiutarci con una donazione mensile, piccola o grande che sia, secondo le tue possibilità, ma continuativa. Per noi è un sostegno concreto e ci permette di garantire ogni giorno il lavoro dell’educatrice e degli operatori che accompagnano i nostri ospiti verso nuove forme di autonomia.
Perché ci sono tante persone che si sentono perse, arrabbiate e sole come si sentiva Ivana. Noi vorremmo aiutare ognuna di loro a ricominciare a credere in sé stessa. E negli altri.
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