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immagine creata con AI

Quando abbiamo conosciuto Ivana, l’inverno scorso, dormiva in strada con suo padre. Non aveva un posto sicuro dove passare la notte. Non sempre aveva da mangiare. Non aveva vestiti adeguati e nemmeno la possibilità di lavarsi. Aveva diciott’anni. Ed era molto arrabbiata. Anzi arrabbiatissima, con la vita, con gli adulti, con tutto il mondo. È venuta alla Casa della Carità perché aveva fame, ma non era contenta di essere qui. Non voleva parlare con nessuno. Era disperata e rifiutava ogni tentativo di consolazione.

Giorno dopo giorno, l’educatrice e gli operatori hanno costruito con lei una relazione di fiducia. Non le hanno chiesto di fidarsi subito, ma hanno rispettato i suoi tempi, senza mai farle mancare presenza e ascolto. Quando Ivana ha capito di avere intorno persone competenti, è stato possibile accompagnarla poco alla volta a riprendere in mano i suoi progetti. 

Grazie all’intervento degli operatori del progetto Stazione di Posta del Comune di Varese, Ivana ha trovato un luogo dove vivere. Col supporto dell’Informagiovani si è iscritta a un corso di italiano per stranieri dove ha migliorato la conoscenza della lingua italiana. Ha ricevuto il materiale necessario per studiare e, soprattutto, l’incoraggiamento che le serviva per ricominciare a credere nelle proprie capacità. Lei ha fatto il resto.

Un giorno alla volta ha affrontato le sue paure, sostenuta sempre dal suo papà che non ha mollato mai, nemmeno un giorno.

Da alcuni mesi Ivana non ha più bisogno di venire alla Casa della Carità. Ogni tanto, però, passa a salutarci e qualche giorno fa è arrivata con un bellissimo sorriso e una grande notizia: è stata promossa!

Per lei è una bella conquista. Per noi è la gioia di averla accompagnata fuori da una situazione di grave marginalità che rischiava di segnare profondamente il suo futuro.

 

Questa storia ci ricorda che un pasto caldo, una doccia o un cambio di vestiti sono fondamentali quando non si ha nulla. Ma spesso ciò che cambia davvero una vita è avere qualcuno che ti resta accanto abbastanza a lungo da aiutarti a ritrovare fiducia e speranza.

Per questo nella nostra équipe c’è un’educatrice che ogni giorno incontra, ascolta, sostiene e accompagna persone come Ivana. Un lavoro poco visibile, ma decisivo, che richiede una presenza costante nel tempo.

Ecco perché oggi ti chiediamo di aiutarci con una donazione mensile, piccola o grande che sia, secondo le tue possibilità, ma continuativa. Per noi è un sostegno concreto e ci permette di garantire ogni giorno il lavoro dell’educatrice e degli operatori che accompagnano i nostri ospiti verso nuove possibili autonomie.

Perché ci sono tante persone che oggi si sentono perse, arrabbiate e sole come si sentiva Ivana. Noi vorremmo aiutare ognuno di loro a ricominciare a credere in sé stesso. E negli altri!

Ci aiuti anche tu?

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